domenica, settembre 24, 2017
cerchio

Il Ghibellino è un osservatorio culturale patriottico che, nella desertificazione programmatica e ideale della politica contemporanea, si pone l’obiettivo di realizzare ed elaborare nuove sintesi, nuove idee e soprattutto nuove visioni da mettere al servizio di chi intende occuparsi della propria comunità.

Riteniamo che, a differenza di quanto avveniva nel passato, oggi i partiti “organizzati” sono certamente dei perfetti comitati elettorali ma, altresì, dei comitati “liquidi”, in perfetta sintonia con quella “modernità liquida” ben descritta dal sociologo Zygmunt Bauman, all’interno dei quali convivono una molteplicità di posizioni e correnti di pensiero.

Ciò che è necessario è quindi un percorso formativo definito, sia valoriale che culturale, che possa fornire dei solidi punti di riferimento a chi aspira a impegnarsi nella “cosa pubblica”. Percorso che un tempo si realizzava nelle scuole di partito e che oggi invece deve realizzarsi in spazi differenti. Spazi come, per l’appunto, questo nostro “osservatorio”, che vuole realizzare momenti di approfondimento e dibattito su tematiche anche di ampio respiro come possono essere la geopolitica e la metapolitica, che sono d’altro canto strumenti fondamentali per interpretare la realtà contingente.

Non si può ritenere accettabile che l’impegno di chi si mette in gioco per il proprio territorio e la propria gente si riduca a questioni di ordinaria amministrazione o, peggio, si ispiri alla più banale propaganda, senza che vi sia alla base una cornice di pensiero organica.

Una cornice di pensiero che per noi è ben definita. Pur lontani dai “nostalgismi” ci riconosciamo infatti in un percorso culturale che ha salde radici nella tradizione, nell’orgoglio nazionale e nell’idealismo.

Pensatori del passato come il grande Dante Alighieri, Julius Evola, Renè Guenon, Gabriele D’Annunzio, Luigi Valli, Friedrich Nietzsche, Oswald Spengler e Yukio Mishima o attuali pensatori internazionali come Alexander Dugin e Alain De Benoist si affiancano nel nostro pantheon ideale a personalità contemporanee e nostrane come Tomaso Staiti di Cuddia, Massimo Fini, Marcello Veneziani e Pietrangelo Buttafuoco.

Siamo inoltre convinti assertori della necessità di individuare, in un contesto in cui si cerca troppo spesso di emulare pedissequamente esperienze geograficamente e culturalmente lontane, sia per pressapochismo e superficialità sia, a volte, per un eccessivo e narcisistico intellettualismo, una via squisitamente italiana al patriottismo, che sappia guardare oltre le esperienze del passato e abbia invece lo sguardo rivolto fermamente verso il domani.

E’ questo il nostro punto di partenza, è questa la nostra volontà.